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Storia

La nostra Storia

Ceramiche Devis nasce nel 1968 e, sino da allora, crea ceramica artistica interamente realizzata in Italia. La storia della ceramica e la nostra sono legate a filo doppio grazie a prodotti Capodimonte di alta qualità, unici e contraddistinti dal loro tipico design italiano. Ceramiche Devis snc è una società a gestione familiare, che si sta lentamente ramificando anche negli USA.

La nostra originalità è il nostro successo. Se c’è in Italia una qualità della Cina che sia universalmente amata e conosciuta, è certamente la ceramica Capodimonte: meravigliose statuette ricche di vita e di grazia, ma, sopra ogni cosa, le rose delicate sono un vero tocco di leggiadria. Oggi, alcuni dei seguaci di questo stile speciale hanno tramandato il segreto di questi fiori nel loro lavoro, regalandoci un’inaspettata primavera.

Il marchio Ceramiche Devis ha come base Nove, nella provincia di Vicenza, la città in cui le ceramiche Bassano sono nate. Tuttavia, l’elegante stile napoletano ha conquistato il marchio che ora unisce i tesori degli antichi maestri artigiani insieme con le innovazioni tecnologiche introdotte in molteplici anni di lavoro. Adesso la nostra azienda opera con successo sia nel mercato europeo che extraeuropeo, offrendo un’ampia gamma di prodotti per l’arredamento della casa: centritavola, vasi, candelabri, specchi, lampade, servizi da té… E l’attività più affascinante del marchio è in particolar modo la creazione dei fiori in stile Capodimonte, realizzati a mano dai nostri artisti più esperti che hanno tramandato il segreto per generazioni. Mani esperte creano queste impalpabili delicatezze e mantengono alta la qualità delle nostre creazioni.

 

La storia di Nove

Nel XVII secolo la crescente richiesta e la diffusione in Europa delle preziose porcellane cinesi indusse i ceramisti olandesi ad imitarne la lavorazione invadendo anche i mercati della Serenissima; il Senato veneziano perciò, nel 1728, tentò di porvi rimedio stimolando la produzione interna con agevolazioni fiscali per chi fosse riuscito a produrre porcellane e a migliorare le Maioliche. ll momento era favorevole per Giovanni Battista Antonibon, il quale aprì, nel 1727, nella
vecchia casa paterna a Nove quella che sarebbe diventata la più importante fabbrica di ceramiche della Repubblica Veneta, e che nel 1732 ottenne il privilegio dal Senato di essere esente da tutti i dazi per venti anni.

Pasquale Antonibon, che successe al padre nel 1738, nel 1762 riuscì in un’altra impresa importante: la produzione della porcellana. Nel 1770 si diffuse in Italia la terraglia, un impasto ottenuto in Inghilterra fin dal 1725, che per la bianchezza e il basso costo aveva causato un’inaspettata concorrenza alle maioliche e alle porcellane italiane: ancora una volta la fabbrica Antonibon, con Giò Maria Baccin, nel 1786 riuscì ad ottenere un impasto perfettamente imitante quello inglese.

All’inizio dell’Ottocento, nonostante la grave crisi politico-economica, alcune manifatture novesi riuscirono a prosperare proprio grazie alla terraglia; si rinunciò alla produzione di lusso destinata ai nobili ormai decaduti e si puntò su una vasta clientela, anche se più modesta, a cui si destinarono nuovi soggetti e tecniche: nacquero così le ceramiche popolari.
Verso il 1860-1865 si affiancò un altro genere, definito Artistico o Aulico o Neorococò forse stimolato dal desiderio di confrontarsi con gli straniere alle varie Esposizioni Internazionali.

Nei primi decenni del 1900 è all’Istituto d’Arte di Nove che viene segnata la fine dell’eredità ottocentesca in favore dello stile Novecento. Nel 1942 infatti, con l’arrivo del direttore Andrea Parini, si completa il processo di allontanamento dalle riproduzioni avvicinandosi a linee produttive moderne. A Parini va anche il merito di aver cresciuto una generazione di artisti che fa dell’area vicentina il centro più fervido in Italia della ricerca artistica contemporanea nell’ambito della ceramica.
Da allora il desiderio di adeguarsi alle correnti figurative del nostro tempo ha portato gli artisti locali a realizzare soprattutto pezzi unici.